Settimane 1-2 | 2026.
"We Could Be Rats" di Emily Austin + "The Nix" di Nathan Hill
(Sì, sono sempre io. Sì, sono tornata dopo sette mesi di silenzio totale. Sì, manco il recap delle letture del 2025 sono stata in grado di fare. Facciamo finta di niente e passiamo oltre per evitarmi ulteriori umiliazioni, che dici?)
Eccomi qui ad allargare le fila di chi non riesce fisicamente a non iniziare l’anno con dei buoni propositi e si prodiga per dimostrare che quest’anno è quello giusto, quest’anno davvero imparerò il francese e riprenderò in mano quella newsletter che avevo iniziato spinta dallo slancio dei buoni propositi del 2025, ed è anche l’anno in cui il mio screen time scenderà sotto le 4 ore, e per non sbagliare il 7 gennaio appena tornata in ufficio mi sono anche iscritta in palestra perché quest’anno è l’anno in cui quei cinque chiletti li perdo sul serio.
Uno dei miei buoni propositi potrebbe essere anche imparare dagli sbagli del passato, e quindi: non riversare fiumi di parole su questa newsletter settando l’asticella a requisiti impossibili da sostenere ogni singola settimana. Impara l’arte della sintesi (questo in generale nella vita, credo - anche se poi, alla fine, ‘sta sintesi non è che è un po’ sopravvalutata?). Taci, porta qualcosa a termine qualcosa una volta nella vita e concentrati sulla premessa di questa newsletter: i due libri di queste due prime settimane dell’anno, raccontati in poche, misurate parole.
#1 We Could Be Rats, Emily Austin
Lingua: inglese.
Formato: audiolibro.
Trama: Sigrid e Margit sono due sorelle, di quelle sorelle completamente agli antipodi e talmente diverse che l’infanzia trascorsa insieme non riesce a essere in alcun modo un collante quando la vita le separa. La decisione di Sigrid di togliersi la vita con cui inizia il libro (non è spoiler, è letteralmente il primo capitolo se non la prima frase del libro) porterà Margit a confrontarsi sia con gli spettri di Sigrid, che si è sempre sentita estranea dentro la sua stessa famiglia e la sua stessa cittadina, ma anche con i suoi traumi del passato.
In che settimana: l’ho ascoltato tra gli ultimi giorni del 2025 e l’inizio della prima settimana del 2026, quegli ultimi gloriosi giorni di nullafacenza più totale. Come tutti gli audiolibri, mi ha tenuto compagnia nelle faccende casalinghe, che fossero le lavatrici accumulate da settimane e da smaltire prima di ricominciare a lavorare la spesa, o le preparazioni per la cena di Capodanno che abbiamo fatto a casa con amicə e dove ho realizzato che un chilo di broccoli gratinati non è niente, quando a cena hai altre due vegetariane e un cane che ama i broccoli e gli anacardi.
E com’è? Carino. Il tema non è dei più leggeri (inizia pur sempre con 20 e passa bozze della lettera che troverà chi scoprirà il tentativo di suicidio di Sigrid), e se ne intersecano altri che contribuiscono alla leggerezza (tossicodipendenza, violenza sessuale e domestica, salute mentale), e io devo dire che ho riassunto la trama tremendamente e l’ho fatto sembrare ancora di più un libro pesantone. Invece il tono cerca di essere leggero, e al netto dei temi ci riesce, con alcuni momenti molto teneri e quasi poetici; aiuta anche il flusso spezzettato in capitoli abbastanza brevi e i continui plot twist. Sembra uno di quei pieghevoli che li apri e li riapri e c’è sempre una facciata in più.
#2 The Nix, Nathan Hill
Lingua: inglese.
Formato: cartaceo, prestato dalla mia amica Marti che se lo vedrà restituire un po’ spiegazzato (scusa Marti - so che leggi la newsletter).
Trama: Samuel ha quarant’anni, una vita tutto sommato insoddisfacente e parecchi scheletri nell’armadio, tra cui una madre che lo ha abbandonato senza tante spiegazioni quando era a malapena adolescente. La stessa madre che torna dal passato in maniera piuttosto rocambolesca, quando finisce al centro di un caso politico di clamore per aver lanciato una manciata di sassi contro il candidato repubblicano alla presidenza. Samuel deve decidere se accantonare il suo rancore per la madre (oggettivamente ben motivato), o se invece cavalcarlo alla grande e scrivere il libro che il suo editore vuole da lui: la biografia-bomba della ex-sessantottina che ha mitragliato un repubblicano di ghiaia.
In che settimana: ecco, questo libro ha rappresentato il ponte tra l’ozio sul divano davanti al camino e il rientro in ufficio. Che dolore. La prima metà l’ho letta sonnecchiando prima, durante e dopo le penniche postprandiali, un giorno addirittura mentre fuori nevicava. La seconda metà l’ho letta nelle pause pranzo a lavoro e in equilibrio sull’ellittica in palestra (quando parlavo dei buoni propositi del 2025, ero seria).
E com’è? Come ho detto a Marti: vorrei poter sempre leggere libri così. Libri dalle narrative super dense di personaggi e di avvenimenti, di salti temporali tra decenni ma calibrati bene, senza sembrare un avanti e indietro schizofrenico. Nathan Hill riesce a trovare perfettamente quell’equilibrio che io amo tra una narrazione trainata dalla trama e lo studio approfondito dei suoi personaggi. I personaggi! Persone matte in culo tali che all’inizio le ritieni completamente surreali nelle cose che fanno, ma se in realtà ci pensi forse è la vita che è matta in culo e noi semplicemente ci adeguiamo. Se non hai mai letto niente di Nathan Hill, sappi che ti invidio molto perché vorrei poter rileggere The Nix ma soprattutto vorrei poter rileggere Wellness, il suo ultimo libro dove tutte le cose belle su cui ho sproloquiato fino a ora sono ancora meglio.
Ci vediamo la prossima settimana? Chi lo sa!





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